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da "Il Mangiarozzo 2010":
Trattoria La Nostrana (Montelongo)
Potessi avere la penna di
Paolo Monelli! Mi servirebbe oggi Il ghiottone
errante per raccontarvi una vicenda che prima
che gastronomica è umana. E mi piacerebbe poter
portare Maria Concetta Pannunzio (che ha lo
stesso cognome del fondatore de “Il Mondo” il
settimanale liberale che formò la cultura
italiana del Novecento e vedrete quanto c’entra
il mondo con Concetta) a fare una conferenza al
G8 o al G20.
Si, quelle riunioni delle
massime potenze mondiali in cui gli economisti
ragionano di globalizzazione, di sviluppo, di
grandi strategie. E in cui si dice che si
governa il mondo. Domanda: ma quale mondo?
Perché esistono luoghi remoti dove si nasconde
un’altra grande verità: quella natura, della
semplicità, di sogni che si materializzano. Un
mondo che è agli antipodi di quello immaginato
dai cosiddetti Grandi della Terra. È il mondo di
Maria Concetta incastonato tra le montagne
molisane. Si chiama Montelongo: se sono trecento
anime il censimento è per eccesso.
E in questo recesso dove è
nata Maria Concetta dopo anni di lavoro in un
ufficio in riva al mare è ritornata, ormai fan
quattro anni, per ritrovare se stessa e per dare
forma e sostanza al suo vero progetto di vita:
fare cucina. O meglio attraverso la cucina
preservare questo suo mondo. Lei è bravissima a
cucinare perché ci mette cuore, lei è abilissima
a trovare gli ingredienti giusti perché ci mette
cuore, lei è abilissima a trovare gli
ingredienti giusti perché ci mette intelletto,
lei è esattissima a condurre la sua “casa” (La
Nostrana) perché ci mette amore e con questo
amore serve gli ospiti. Nelle serate invernali
non è raro che lei si accomodi, servita la cena,
davanti al camino e si metta a chiacchierare con
i clienti che per lei sono – dal momento che
bussano alla sua porta – degli amici. Maria
Concetta fa tutto da sola: le paste, i sughi, il
pane, le marmellate, i sottoli.
Cucina e si prende cura degli
ospiti, fa la spesa e si prende cura del paese,
coltiva le erbe e l’orto e si ingegna a trovare
fornitori giusti. Ma non pensiate che sia una
vestale del quaderno delle ricette della nonna.
Ha anche l’abilità di attualizzare le ricette e
di sperimentare con misura, cambiando
continuamente il menù secondo le stagioni e
secondo le disponibilità degli ingredienti.
Perciò quelli che andrò narrandovi sono solo
alcuni dei piatti che lei è in grado di
allestire. Voglio però dare a lei la parola per
raccontare una delle sue preparazioni, più
antiche e a mio giudizio migliori.
<<Tra i primi che i miei
amici mi chiedono di fare ogni volta c’è la
pasta con la mollica. È una pasta consistente,
tipo quella alla chitarra, con sopra la mollica
del mio pane cotto nel forno a legna, rosolata e
condita in vario modo, e sugo di baccalà.
L’origine di questo piatto è molto antica; la
mollica simulava il formaggio che non tutti
potevano permettersi. Oggi, invece, è un piatto
ricercato e particolare>>.
Vedete come cambia il mondo?
Tra i piatti di Maria Concetta – che è
un’autodidatta in fatto di cucina e si è
preparata al suo sogno per anni invitando a cena
gli amici che in qualche misura l’hanno
confermata nel suo proposito – ci sono anche le
frittate, la pizza con i ciccioli, il
migliaccio, i peperoni secchi fritti, la pizza e
foglie (invernale) cotta in una sorta di forno
da campagna ormai caduto in disuso ovunque
tranne che nel mondo di Maria Concetta, i
fusilli al ragù di agnello o con il sugo di
gallo ruspante, i cavatelli al ragù di maiale,
le taccozze al sugo di fegatazza, i troccoli, la
polenta con fagioli, l’agnellone brodettato, lo
spezzatino di vitello con patate, le costine di
maiale in umido, la polenta con i fagioli oppure
un piatto profumatissimo e dedicato a chi lo sa
capire come le cotenne di maiale in umido con il
finocchio selvatico.
Ma a dire come Maria Concetta
abbia rovesciato i nostri moderni conformismi
(anche gastronomici) sta la sua passione per le
cotture lunghe e lente, l’esatto contrario di
quanto predicano gli chef modaioli. Così i suoi
brasati serviti con la polenta rustica, i suoi
stufati, il suo piede di porco in umido, la sua
testina di agnello assumono il sapore del tempo.
I dolci poi sono
l’espressione più autentica della sua
casalinghità farcita d’intelletto; vi proporrà:
crostata fatta in casa, tronco di castagne,
pizza dolce, polenta dolce, fiadone di ricotta,
panettone di mais, ma anche dei dolcetti di
pasta di mandorle ricoperti al cioccolato che
rasentano la perfezione. In carta anche un menù
degustazione a 27 euro fatto di antipasto,
primo, secondo, contorno, dolce, acqua, vino e
caffè. In cantina cinque bottiglie, ma bastano.
Perché qui ciò che conta è il mondo di Maria
Concetta di cui fare parte passando per la porta
dei sapori.
P.S.: Arrivare a Montelongo
richiede pazienza, seguite bene le indicazioni
stradali. Senza fretta: qui il tempo ha un altro
valore!.
Trattoria La Nostrana, vico
D’Ovidio 6, Montelongo (CB). Telefono:
0874-838133, cellulare: 320-0458250,
www.trattorialanostrana.it. Chiusura: lunedì.
Ferie: variabili. Coperti: 50. Carte di credito
non accettate.
Prezzo medio: 30-35 euro. |