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Sono Maria Concetta
Pannunzio, titolare e chef del ristorante
"Trattoria la Nostrana" di Montelongo (CB).
Da qualche tempo ho deciso di
realizzare un mio sogno che avevo nel cassetto
da molti anni cioè di aprire un ristorante con
delle caratteristiche particolari; così ho
restaurato la mia abitazione (una casa patrizia
del ‘700).
Ai miei clienti ripropongo la
cucina della mia infanzia e quella dei miei
antenati. E’ una cucina tradizionale, tipica e
saporita caratterizzata dalla continua ricerca
di ingredienti genuini, aromi e verdure che
crescono spontaneamente nelle campagne della mia
terra, che poi vado a dosare nella giusta misura
e con tanta passione rendendo unici i miei
piatti.
Amo fare tutto da sola; dalla
pasta fatta a mano, le marmellate, i prodotti
sott’olio, la passata di pomodoro, il pane ecc…
Tra i primi più richiesti
c’è: la pasta con la mollica; è una pasta
consistente, tipo quella alla chitarra, con
sopra la mollica del mio pane cotto nel forno a
legna, rosolata e condita in vario modo e sugo
di baccalà. L’origine di questo piatto è molto
antico; la mollica simulava il formaggio che non
tutti potevano permettersi. Oggi, invece, è un
piatto ricercato e particolare.
I fusilli al ragù di agnello
o, ancora meglio, col sugo del galluccio
ruspante con un ripieno fatto con uova, mollica,
fegatini, formaggio grattugiato eccetera. Questa
pasta viene fatta con un ferretto lungo e
sottile che, con un movimento preciso della mano
trasforma dei pezzettini di pasta all’uovo in
cilindri bucati, regolari che, conditi con i
miei sughi diventano dei piatti gustosi e molto
leggeri. Il fiore all’occhiello nel periodo
invernale è la pizza e foglie si tratta di una
torta di farina di mais e per cuocerla si pone
sulla base arroventata del camino e la si copre
con la "coppa" (tegame di ferro a campana) sul
quale si appoggiano carboni ardenti e cenere
calda. Questo tipo di cottura dà alla pietanza
un sapore particolare che fa tornare alla
memoria la cucina di una volta. Il condimento è
fatto con verdure campestri, olio, aglio,
pancetta e peperoncino.
Non avete ancora l’acquolina
in bocca? Allora vado avanti proponendovi
l’agnellone brodettato; è un piatto che richiede
ore di cottura a fuoco lentissimo con tantissimi
odori. Ne risulta un piatto molto delicato con
una carne tenerissima.
Inoltre, potrei farvi gustare
lo spezzatino di vitello con patate o con della
polenta al forno e tanti altri piatti. Agli
intenditori posso servire delle appetitose
cotenne di maiale in umido condito con
finocchietto selvatico.
Anche la scelta dei dolci è
molto vasta: potete assaporare dolcetti a base
di mandorle, di ricotta, di marmellate, di
creme, di castagne e tanti altri.
Naturalmente il menu varia a
seconda della stagione e della reperibilità
degli ingredienti.
Montelongo è un paesino su
una collina a una trentina di chilometri da
Termoli, non vi troverete i comfort della città,
ma l’aria che potete respirare è formidabile.
Qui è possibile trovare una quiete quasi irreale
ed un’atmosfera calda, familiare ed informale.
Spesso quando i miei ospiti
hanno terminato il pranzo o la cena ci si siede
attorno al camino raccontando vecchie storie o
esilaranti aneddoti, realizzando, in questo modo
il mio intento socio-culturale.
Montelongo si trova a ½ ora
dall’autostrada A14 uscita Termoli (Molise)
direzione Campobasso quindi
Larino-Rotello-Montelongo.
Arrivati nella piazzetta del
paesino troverete una chiesina in cima a una
salita, ma voi dovete prendere la strada nella
salita opposta alla Chiesa. Arrivati in cima
alla salita parcheggiate la macchina, entrate in
via Re Umberto (la strada che porta alla Chiesa
dedicata a Santa Maria ad Nives) il mio
ristorante è in una traversa a nemmeno un minuto
da dove avete parcheggiato "vico F. D’Ovidio". |